19.1.08

NON C'ENTRA!

Nella buriana mediatica di questi giorni, proprio mentre il Papa decideva di non andare alla Sapienza, mentre ognuno si precipitava a dare le sue personali giustificazioni, mi è balzata agli occhi una parola che rischiava di perdersi tra le altre: «Che c'entri con noi? Sei venuto a rovinarci..!» (Mc 1,24, nella lettura evangelica di martedì scorso).

Come se le esigenze del Vangelo fossero un “troppo” con cui – appunto – non si vuol avere a che fare: è il veleno del serpente antico, che ogni tanto si fa sentire, così da far dire: Io con Dio non c'entro o, peggio: Dio non c'entra!. E allora c'è chi fugge dalla presenza del Signore (come fa il demonio).

Ma c'è anche chi «si alza e va a presentarsi al Signore» (1Sam 1,9, lettura di martedì) per dirgli: Tu c'entri con me e io c'entro con te.

Ora, non voglio entrare nella buriana di cui sopra ma a livello personale...

È una sfida a cui, continuamente, sono messo di fronte: accettare – e amare – l'idea che Dio c'entra con quello che vivo e, per questo, mi accompagna misteriosamente ma realmente in tutto ciò che vivo. Questo non significa che Egli risolva i miei problemi e i miei dubbi, ma mi permette di guardarli e di affrontarli non da solo, non più prigioniero di me stesso e dei miei preconcetti. Non mi evita la fatica di vivere e di cercare, né il peso del mio personale combattimento contro la mediocrità. Mi libera dalla rabbia di pensare che Lui “mi voglia male”. Questo, mi basta.

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