12.12.06

Natale: consumistico o consumato?

Nelle vetrine e sulle bancarelle: dolci, panettoni, torroni, cioccolato..
Se è vero che da (quasi) ogni cosa si può trarre ispirazione per una preghiera, mi viene da pregare così:
Signore, dammi una mano in modo che fra tutte queste cose io almeno possa dire: Fa’ che porti dolcezza dove la vita sa di amaro, che porti calore e amicizia dove c’è fredda solitudine. Padre buono, fa’ che conoscendo me, gustino Te!

“Gratis” è una parola così estranea alla nostra vita che abbiamo dovuto chiederla in prestito a una lingua morta…
Invece è la parola più vissuta da Dio, quella che Egli preferisce mettere in pratica.

Il consumismo “consuma” la festa, la anticipa e in un modo del tutto particolare la esaurisce; quando questa arriva è come se sia stata già vissuta: non c’è più desiderio né attesa né speranza. E tanto meno gioia.

(grazie a Elena per lo spunto..)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bravo don ale continua così
zio ben

Anonimo ha detto...

Bravo Ettore! Natale non esisterebbe se non fosse nato Gesù Cristo. Eppure la gente se l'è scordato e offende noi cristiani. Non capisco questo accanimento, la stanno proprio dando vinta ai fondamentalisti e terrosti islamici e non solo...
Certo il pensiero di Don Ale ci deve far pensare che a volte siamo noi i primi a dimenticarci del messaggio che Gesù Cristo è venuto a portarci. Quindi noi dovremmo imparare a dimostrare di essere cristiani anche nei fatti, non solo nelle parole.

Marco F. ha detto...

Auguro a tutti un Natale Lento e Con Criterio