1.11.07

PESSIMISMO

Stamattina, arrivando a Rebibbia per la Messa di Tutti i Santi, ho appreso che Giuseppe è evaso, sfruttando un permesso di sei giorni presso la sua famiglia a Torino e non presentandosi al rientro.

Uno può alzare le spalle e dire a se stesso: «Sei a Rebibbia, cosa pretendi..?». Oppure: «A cinquant’anni suonati, se quello là non ha cervello tu cosa puoi fare?».

Ma io ho dato a Giuseppe molto: molto tempo per ascoltarlo, molte parole per confortarlo, qualche consiglio affinchè non perdesse la fiducia in se stesso o nel sistema; gli ho dato il mio numero di telefono affinché sapesse di avere un appoggio, ho mandato per lui una lettera in cui mi esponevo nel chiedere a molte persone di guardarsi attorno per dargli una mano nel reinserimento; l’ho aspettato alla Stazione Termini per salutarlo prima che partisse per Torino.. abbraccio e promessa di tenersi in contatto e tutto il resto, come si fa tra amici.

Non mi aspettavo niente da lui in cambio, se non che completasse il suo cammino di espiazione della pena (gli mancavano pochi mesi, dopo più di dodici anni senza uscire mai nemmeno per un giorno). Ma, ugualmente, è stato un duro colpo da assorbire.

Ora, Signore: «Beati i miti... Beati i misericordiosi… Beati gli operatori di pace…». OK, ci sto e raccolgo la tua provocazione. Ma permetti, buon Gesù, che sia un poco amareggiato..?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me l'amarezza è normale, perché sembra di trovarsi davanti a un fallimento, anche se poi è quella persona ad aver scelto e ad uno rimane soltanto la consapevolezza di aver fatto quanto era in proprio potere per aiutarlo. Però io penso che il bene fatto alla fine porta frutti e spero che quella persona capisca l'errore che ha fatto. Un ricordo nella preghiera perché quanto successo non ti trattenga nel tuo apostolato.

Anonimo ha detto...

Ciao Ale ben arrivato tra i boggers. Il tuo ministero è importante e prezioso. Sono stato al Rebibbia solo 3 volte, ma la tua è una esperienza interessante. Io mi occupo di altro. Salutami massim. e Sandro. Buon apostolato. don Nico

Anonimo ha detto...

Purtroppo si è bruciato qel poco che stava tentando di ricostruirsi e se tu sei amareggiato e delusovpenso che Giuseppe starà sicuramente peggio perchè ha tradito una delle poche persone che gli aveva dato fiducia e stava credendo in lui. Quando tornerà a Rebibbia tutto sarà per lui più difficile. Probabilmente non avrà il coraggio di ricercarti ma avrà ancora bisogno del tuo ascolto, della tua accoglienza e della tua preghiera. 12 anni sono molti, ma forse non si sentiva veramente pronto per tornare fuori e l'odore della libertà l'ha spaventato facendolo agire impulsivamente,o semplicemente ha deciso di seguire il libero arbitrio.
A presto, Tiziana

sanbenedettocrema ha detto...

"Credo che per credere, in certi momenti, ti serve molta energia..." (freccia)

Ma se non ci credi, in certi momenti, tutto questo sembra non avere senso... e non può essere così, vero? ;)

P.S. scusa Ale ma ho avuto qualche difficoltà tecnica nel postare il commento...